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martedì 25 settembre 2012

Louis Vuitton - Marc Jacobs, un viaggio chiamato moda!

C'era una volta, nella Parigi del 1854, un giovane imballatore francese deciso a creare una piccola boutique di imballaggi da viaggio. Il suo nome, destinato ad entrare nella storia della moda, era Louis Vuitton!
E' su questo stile che inizia il viaggio all'interno della mostra che ho deciso di visitare domenica scorsa al Musée des Arts Decoratifs di Parigi.
 
Il titolo della mostra era (parlo al passato perchè terminava proprio il 16 settembre) "Louis Vuitton - Marc Jacobs" ed era un viaggio nell'universo Louis Vuitton, dalle origini fino ad arrivare ai giorni nostri e alla prorompente creatività del suo attuale direttore creativo Marc Jacobs.

Una mostra affascinante e ben strutturata in cui il visitatore si trova trascinato in un percorso che attraversa quasi due secoli di storia, le innovazioni che li hanno caratterizzati e le evoluzioni di un marchio simbolo della storia della moda francese e internazionale.
E' stato affascinante osservare come tutto sia nato da una semplice boutique di un giovane imballatore, la cui missione principale era creare degli imballaggi, dei bauli per gli ingombranti ed elaborati vestiti e (numerosi) accessori dell'epoca e che il tutto fosse fatto in maniera pratica ed elegante, in modo tale da rendere il viaggio un'esperienza piacevole e affascinante.
E' stato interessante scoprire e osservare i primi bauli, le prime creazioni di Louis Vuitton, le innovazioni di in anno in anno riportate, i primi brevetti, oppure osservare e comprendere la struttura di un baule o come venissero riposti i vari indumenti al suo interno.
E' stato come prendere una macchina del tempo per ritrovarsi catapultati nell'800, epoca che adoro e che mi ha sempre affascinato sotto tanti punti di vista (complici tutti i romanzi e i film con cui sono cresciuta) e scoprire il segreto dei primi successi di un marchio così conosciuto e, ahimè, anche fin troppo abusato ai giorni nostri.
E poi all'improvviso sempre questa meavigliosa e invisibile macchina del tempo mi ha riportato alla nostra epoca e in particolare al 1997, anno in cui un giovane stlista newyorkese fa il suo debutto sulla scena della moda parigina e inaugura la sfilata della prima delle sue numerose collezioni reallizate per il marchio Louis Vuitton... il nome di questo giovane stilista? Beh, ovviamente Marc Jacobs!

Inutile dire che l'immagine del brand è negli anni notevolmente cambiata e che, inevitabilmente, le influenze del nostro secolo si possono facilmente osservare e percepire nelle nuove collezioni, nei nuovi modelli e nelle rivisitazioni dei vecchi, nelle varie collaborazioni... nell'immagine nel complesso del marchio stesso.
Tra le cose che mi hanno maggiormente affascinato in questa seconda parte della mostra, sono da annoverare i riferimenti alle varie collaborazioni della maison francese con artisti e personaggi vari, come la proficua collaborazione con l'artista giapponese Takashi Murakami. A partire dalla prima Cherry Blossom che nel lontano 2003 rivisita completamente in modo ironico e variopinto il tanto conosciuto logo LV, la collaborazione tra Marc Jacobs e Takashi Murakami è continuata e continua ancora oggi su numerosi modelli e collezioni. Il mio parere sulle rivisitazioni dei grandi e storici marchi è sempre stato ed è tutt'ora mutevole e controverso. Non so se acquisterei mai uno dei modelli di queste collezioni, ma guardarli mi mette allegria, mi affascina. Li apprezzo, in un certo senso, come una sorta di "opere d'arte" e in questo modo riesco non solo ad apprezzare, ma anche a interessarmi al frutto di questa collaborazione.
Unica pecca della mostra, dal mio punto di vista ovviamente, è stata la mancanza di riferimenti, se non parziali, alla comunicazione pubblicitaria del marchio e dei prodotti: questa carenza è spiegabile, credo, nel fatto che la mostra voleva essere un viaggio nella storia delle due figure che hanno caratterizzato in modo netto questi due secoli di Louis Vuitton. Sono stati infatti presentati i primi annunci pubblicati da Louis Vuitton sui giornali dell'epoca per far conoscere il suo marchio e un paio di video sulla scelta di personaggi d'eccezione, come ad esempio Madonna, per le ultime collezioni e il (simpaticissimo) video di presentazione di una delle collaborazioni con Murakami.


Beh, nel complesso la mostra mi è piaciuta così tanto che posso riuscire sicuramente a passare sopra questa piccola mancanza. Mi spiace che al momento non sia possibile visitare questa mostra in Italia, ma spero di averne fatto un piccolo e interessante riassunto, con l'augurio che, chissà, magari tra qualche tempo, decideranno di riproporre la stessa mostra anche in qualche città italiana.

sabato 15 ottobre 2011

Trésor Midnight Rose, una scia seducente che avvolge Parigi

Finirò col sembrare ripetitiva, ma torno a parlare di Parigi, questa volta per parlare di uno spot pubblicitario ambientato in questa meravigliosa città. Sto parlando dello spot, con protagonista la bella e giovanissima Emma Watson e il giovane attore francesce Cyril Descours, realizzato per la nuova fragranza femminile Trésor Midnight Rose di Lancôme, che sta già lasciando una ricca e profumata scia in tutto il web. 


Più che di uno spot si tratta di un piccolo cortometraggio che porta per la regia la firma del bravissimo Mario Testino e che nell'arco di 1:45 minuti riesce ad emozionare e a trasportare in un mondo magico ed evocativo in cui credere alla magia dell'amore, del destino e dei sentimenti. Pur non avendo ancora potuto provare la profumazione del prodotto, di cui tutti parlano davvero molto bene, dopo aver visto più volte lo spot assaporandolo a fondo mi è sembrato di essere avvolta in una nuvola di questo profumo femminile e seducente, di esserne catturata e di desiderare di poterlo indossare. Mi sono chiesta più volte come potesse essere pubblicizzato un profumo: come poter trasmettere l'emozione e le sensazioni suscitate da una profumazione? Come si fa a catturare lo spettatore al punto tale da farlo sentire come se avesse sempre conosciuto quel profumo? Come si fa a poterlo descrivere? Mario Testino, con la sua esperienza e l'abile maestria della sua professione, sembra essere riuscito a trovare il modo migliore per esprimere attraverso lo schermo e le immagini qualcosa di etero come un profumo.
Non vi dico altro e vi lascio alla visione di questo splendido spot (che ho letto arriverà anche sugli schermi delle tv italiane, anche se temo in versione ridotta), reso ancora più magico dalla bellezza di Parigi e dalle sue ambientazioni, come il caratteristico quai della Senna con i suoi Bateaux Mouches, o la bellissima libreria Shakespeare & Co. a due passi da Notre Dame, una delle librerie più storiche e caratteristiche della città già set di numerosi film e spot pubblicitari.
Mi sa che nel frattempo io seguirò la scia della bella Emma in profumeria e andrò a provare questo nuovissimo profumo.

giovedì 13 ottobre 2011

La mode est recherche

Qualche mese fa ho stretto contatti con una boutique di Milano e con l'agenzia cui si è rivolta per un'iniziativa che partirà su Facebook che mi aveva molto incuriosito e di cui vi parlerò tra qualche tempo. Quando poi qualche settimana fa, dopo tutte le peripezie del trasferimento, ho rimesso mano alle varie cose che avevo lasciato in sospeso per il blog, ho scoperto che avevano organizzato un evento nei giorni della Paris Fashion Week proprio qui a Parigi.
Riflesso incondizionato, quindi, il pensare "non posso assolutamente mancare!!!". Ed è così che in un soleggiato 2 ottobre mi sono ritrovata nelle splendide sale del Hotel Regina (uno dei più antichi e storici hotel di Parigi) a due passi dai Jardins de Tuileries e dal Louvre all'installazione-evento *sei paris, the showroom - fair event.


Tutto nasce dall'idea dello showroom milanese *sei milano di creare nei giorni della settimana della moda parigina un piccolo evento fieristico sottoforma di showroom in una cornice raffinata ed elegante che potesse fungere da un ottimo punto di contatto e luogo di incontro con collaboratori e buyers internazionali. Occasione fondamentale, questa, per i brand che hanno potuto esporre le proprie creazioni durante l'evento, alcuni dei quali nomi giovani ed emergenti nel campo del design e della moda. Gli espositori e le bellissime creazioni esposte erano davvero numerosi e mi sento quasi in colpa a non poter fare una descrizione minuziosa di ciascuna delle cose che mi hanno colpito e che avrei voluto comprare, ma sarebbe davvero troppo lungo e magari ce ne potrà essere occasione anche in futuro, ma vi consiglio di visitare i siti o pagine facebook dei brand presenti per farvi un'idea: Capogiro Firenze, Cristina Chiti, Divacattiva, Galerie Lerique, Gianlisa, L’Aura, Margot, Muguet Collection, Noemi B., Sonia Bohec, Toscani.
Tra questi ci sono però tre marchi che hanno avuto la capacità di rapirmi il cuore per la bellezza delle proprie creazioni: 
 - Capogiro Firenze, un brand giovane costruito sulla base e l'esperienza di una storica azienda che propone cappelli e borse principalmente di paglia impreziosite da dettagli e originali e, anche se in questo periodo un cappello di paglia non è esattamente il capo principale da prendere dall'armadio, passando davanti al loro stand ho cominciato a desiderare ardentemente di possederne uno; 


 - Noemi B., brand giovane ed emergente, caratteristiche che si notano immediatamente dalla minuziosa cura ai dettagli che rende ogni creazione unica ed inimitabile, creazioni eccentriche, ma decisamente raffinate, femminili e ricercate, come non desiderarle tutte?  


 - e infine Margot, con la sua delicata collezione di gioelli realizzati a mano con l'utilizzo di veri fiori racchiusi in un velo di resina. Creazioni femminili e dal gusto un po' retro in grado di valorizzare, tramite la semplice bellezza di un fiore, la bellezza di ogni donna.


Anche la "macchina pubblicitaria" realizzata attorno all'evento non è stata lasciata al caso ed è stata curata da Guerrilla Mktg, agenzia italiana specializzata in forme di comunicazione non convenzionale, e in particolare dal direttore creativo Alessandro Del Re. L'obiettivo di creare awareness attorno all'evento è stato realizzato attraverso delle piccole installazioni nelle principali strade della capitale francese, con lo scopo di incuriosire e di esaltare lo spirito di ricerca. "La mode est recherche" (la moda è ricerca), questo il claim recitato dai piccoli poster sparsi per le strade di Parigi, con in aggiunta i dettagli dell'evento scritti talmente in piccolo da poter essere letti solo tramite lente d'ingrandimento, stimolando così la partecipazione e l'interazione diretta dei passanti e degli interessati, coinvolti in questo modo nella filosofia della ricerca.


Idea sottile, originale e ben riuscita, a mio parere, capace di comunicare in modo semplice che la moda non è solo frutto passivo di ciò che ci viene proposto da griffe, televisioni e giornali, ma è una continua ricerca, è continua sperimentazione, è un continuo inseguimento di ciò che nuovo, originale e fuori dagli schemi, è un lavoro costante e non improvvisato alla ricerca del bello e dell'estetica, un lavoro e un'attività di analisi che ben conoscono i designer, consolidati od emergenti, che hanno avuto la possibilità di esporre le proprie creazioni durante l'evento.

sabato 9 luglio 2011

HipHopize your... Paris!

Lo spot di cui sto per parlarvi è di qualche mese fa e già da qualche tempo imperversa sugli schermi delle nostre tv. Sarà per il mio amore smisurato per Parigi o per il mio amore (non smisurato, ma comunque abbastanza forte) per l'oggetto della comunicazione, fatto sta che mi ha subito conquistato. Parlo di uno degli spot proposti per la promozione degli orologi HipHop per l'estate 2011 e per la precisione della bellissima Ghost Collection.


Una "HipHopized Paris" originale e colorata fa da sfondo alla nuova collezione Hip Hop altrettanto originale e colorata e che fa subito venire una voglia matta di correre nel primo negozio disponibile e fare incetta di Hip Hop Ghost in vari colori, cedendo così al noto claim della campagna "Hip Hopize your life".


L'obiettivo dello spot, nato sotto la direzione creativa dell'agenzia BCube e che porta la firma di nomi ilustri quali Carl Warner come fotografo e regista e Simon Paul come direttore della fotografia, è quello appunto di trascinare lo spettatore in un mondo magico, ipercolorato e suggestivo in cui monumenti e forme prendono spunto dai bellissimi orologi Hip Hop. Per i più curiosi, inoltre, dopo una velocissima iscrizione al sito ufficiale Hip Hop sarà possibile accedere a dei contenuti extra e guardare l'interessante video del backstage degli spot.
Una volta sul sito, poi, potreste iniziare a curiosare qui e lì, proprio come ho fatto io e trovarvi nella nuova sezione dedicata al concorso HIPHOPIZE YOUR SUMMER - Racconta la tua vacanza in uno scatto, che permetterà ai sei più fortunati di vincere un orologio Hip Hop e ai tre più votati di diventare protagonisti con la propria foto della campagna pubblicitaria di ottobre.
Io sto mettendo in moto la mia fantasia e sto pensando allo scatto da realizzare con il mio inseparabile Hip Hop... e voi? Let's go to HipHopize our life!!!!